All’inizio della vita di un pozzo ci dovrebbe essere una scheda tecnica delle prove di portata del pozzo. E’ la “carta d’identità” del pozzo alla sua nascita e ci dice quanta acqua riusciamo a pompare. Con il tempo, tutti i pozzi invecchiano e “danno” meno acqua anche in assenza di problemi idrici. I motivi possono essere molti ma confrontando lo stato attuale della sua portata con la sua “scheda di nascita”, possiamo quantificare la perdita di resa. Tutto questo si fa appunto attraverso una prova di portata e cioé misurando i parametri di estrazione in ambiente controllato.
Va da sé che pulendo regolarmente il pozzo (spazzalotura, pistonaggio, spurgo) delle sue componenti e/o sostituendo a volte la sua camicia, filtro, ed il materiale di drenaggio, la vita in salute del pozzo si allunga.


Un pozzo per acqua é uno…scavo nel terreno, un buco. E’ un’opera dell’uomo che rappresenta una “anomalia” nell’ambiente sotterraneo dove l’acqua scorrerebbe comunque obbedendo a diverse leggi fisiche come (e non solo) la gravità che la spinge verso il mare o il luogo piu’ basso raggiungibile, la capillarità, l’absorzione ed adsorzione alle particelle di suolo che dipendono a loro volta dalla granulometria e dal tipo di sedimenti (da cui si evince la porosità) e dalle caratterische chimiche dell’acqua stessa, dalle quali cose si forma la sua la velocità di scorrimento ecc…
In breve, un pozzo é soggetto a molte sollecitazioni naturali che tendono a riportare alla normalità il comportamento naturale di quella parte di terreno dove é inserito. Ogni pozzo tende quindi ad “invecchiare”, a “riempirsi” a non dare piu’ acqua come un tempo per esempio perché il suo filtro si é otturato o perche delle incrostazioni ne hanno ridotto il diametro.